Il sorriso di Andrea Bruno, alla prima esperienza in Piemonte (foto Facebook Rhibo Fossano)
E voi li fareste 1532 chilometri tondi tondi per inseguire un sogno? Chiudereste in una valigia magari nemmeno così spaziosa affetti, emozioni, ricordi per ricominciare portandovi dietro soltanto un pallone anti-rimbalzo? Bene, allora tenetevi forte, perché c’è chi questo viaggio e percorso ha iniziato a farlo: destinazione ignota, ciò che conta è l’attimo, il momento. Quello che Andrea Bruno ha colto al volo quando ha salutato la sua amata Palermo per cambiare categoria, regione, clima. Addio la Serie C1 e il Monreale, benvenuta Rhibo Fossano. Bentornata Serie B. Sì, perché il classe 1997 riabbraccia la competizione nazionale dopo due anni, ma per farlo ha dovuto cambiare vita e abitudini. Un viaggio lungo, che lo stesso Andrea ci racconta passo dopo passo.
La tua è una storia d’altri tempi, Andrea. Ma come e quando nasce?
Il merito è tutto di Beppe Visconti. Con lui, per tanti anni ha giocato Leo Arcilesi e proprio quest’ultimo mi aveva detto che ci sarebbe stata una possibilità. Allora l’allenatore è venuto a vedermi. Abbiamo perso 1-0 ma devo aver fatto una buona impressione, perché sono qui…
Quel giorno è scattato il colpo di fulmine?
No, quello è stato soltanto il primo step. Poi sono salito una settimana a Torino, per provare. Mi sono trovato da subito molto bene, e così ho realizzato questo sogno.
Avevi già giocato in un campionato nazionale, col Sant’Isidoro. Trovi differenze?
Non è cambiato molto, ma il livello due anni fa era davvero alto.
Più alto di adesso?
Forse, leggermente…
Poco più di due mesi lontano da casa tua. Difficoltà iniziali?
Beh, è normale che mi manchino gli affetti e i miei amici. Ma qua ho avuto l’appoggio di tutti. Presidente, compagni, staff. Hanno tutti lavorato per il mio inserimento.
Come cambia la vita da Palermo a Fossano?
Qui i ritmi sono sicuramente più frenetici. E’ tutto più rapido. Però sai, il futsal non cambia. Visconti poi mi ha aiutato tantissimo, già quando ero ancora a Palermo. Abbiamo parlato. Perché dovevo farmi trovare pronto soprattutto dal punto di vista mentale.
Credevi di essere pronto, a 21 anni, per vivere completamente da solo?
Sai, io sono sempre stato con la mia famiglia. Cambiano tante cose così, ma serve per crescere e responsabilizzarsi.
Ma tu vuoi restare o speri in futuro di tornare giù?
Domanda difficile. Ma se continuo così, perché non restare?
Hai giocato due delle prime tre partite. Una vittoria e una sconfitta con due gol. Buon inizio, no?
L’anno scorso di reti ne ho segnate nove. Non so dove arriverò quest’anno, ma sicuramente devo cercare di migliorare ogni giorno e far più gol possibili, più assist possibili, più giocate possibili.
Per aiutare la squadra a…
Vincere. Vincere più partite possibili, questo dobbiamo fare. E magari raggiungere i playoff.
Domanda spinosa. Chi ti ha impressionato di più?
Se devo fare solo un nome dico Matteo Gerlotto. Ha tutto. Forza, tecnica, esecuzione, abnegazione. E anche Totò Richichi. Altro grandissimo giocatore.
Obiettivi personali?
Sul futsal te l’ho già detto. Se poi trovo anche lavoro fuori, ancora meglio (ride, ndr)
Ciro Immobile dopo tanti anni alla Lazio sta vivendo la sua terza avventura all'estero. A…
Per la panchina rossonera prende sempre più quota il nome dell'attuale tecnico del Marsiglia. Spunta…
La Juventus è pronta a chiudere un colpo di grande spessore direttamente dal Real Madrid:…
Ora o il prossimo anno, per Jannik Sinner è soltanto questione di tempo: l'annuncio che…
Sandro Tonali è vicino al ritorno in Serie A dopo l'esperienza in Premier League: pronto…
Il mondo biancoceleste è scosso da un lutto profondo. In un momento già complicato per…