Il presidente della Divisione Calcio a cinque Luca Bergamini (foto ufficio stampa divisione c5)
La nomina di Luca Bergamini Presidente della Divisione Calcio a 5 è una svolta. Facile dirlo, soprattutto dopo un commissariamento ma l’ascesa al poter dell’avvocato romano è una novità in grado di far cambiare pagina. In primis perché Bergamini è il primo Presidente che in passato ha indossato gli scarpini. Con il parquet aveva un feeling particolare visti i quattro scudetti e due Coppe Italia in bacheca, oltre alla partecipazione al Mondiale del 1989, il primo della storia del futsal.
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Un dettaglio non da poco in quanto in questi mesi di campagna elettorale ha sempre ripetuto più volte il sostantivo “squadra”. Lo ha constatato anche da giocatore che singolarmente, in questa disciplina, non si va molto avanti, ma soltanto con l’aiuto di tutti si potranno raggiungere i traguardi prefissati. La partita di Luca Bergamini è appena (ri)iniziata. Sicuramente non sarà meno faticosa di quella precedente. Il movimento lo ha ascoltato e ripagato, adesso tocca a lui scegliere lo schema per passare dalle parole ai fatti.
Da ex estremo difensore dovrà essere in grado di allontanare ogni minaccia e (ri)avviare il motore del calcio a cinque italiano. Non è un politico, tant’è vero che nel discorso di ringraziamento ad elezione avvenuta, si stava quasi per dimenticare la fatidica frase “sarò il presidente di tutti”, ma a noi piace ancor di più in quanto il movimento necessita di persone pratiche, in grado di schiacciare i bottoni giusti in cabina di regia. Visibilità e un dialogo costruttivo con il mondo del calcio sono i primi punti nella scaletta del neo presidente.
Con Gabriele Gravina in piena corsa per il rinnovo del mandato da presidente della FIGC, c’è già un’unione di intenti visto che l’attuale numero uno della Federcalcio ha dichiarato più volte la priorità di far entrare la Divisione Calcio a 5 in Federazione. Bergamini conosce molto bene il mondo del calcio visto che si occupa anche degli affari legali del Bologna. Il calcio a cinque come parte integrante del calcio è un qualcosa in più di una semplice intuizione di alcuni club, tanto che l’ex portiere azzurro ha già speso parole affinché questo diventi un modus operandi quotidiano. Il calcio a cinque italiano ha una grande occasione, ma nello stesso tempo è ad un bivio nel prossimo quadriennio: o si risolleva adesso o mai più.
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