
Calcio in lutto: era un simbolo del club, l'annuncio in tv - Futsalnews24.com (screen Youtube)
Il mondo biancoceleste è scosso da un lutto profondo. In un momento già complicato per la squadra sul campo, arriva una notizia che ha colpito nel cuore la comunità laziale. Non si tratta di un calciatore, né di un dirigente, ma di un volto storico della tifoseria, una figura che ha incarnato per anni lo spirito della Lazio non solo sugli spalti, ma anche nella vita quotidiana, tra la gente, nei quartieri, nelle situazioni più difficili.
In una stagione in cui la Lazio fatica a trovare continuità, e con l’ambiente teso dopo settimane di risultati altalenanti, la scomparsa di una delle sue simboliche bandiere umane ha riportato il tifo alla dimensione più autentica: quella del sentimento. Il mondo biancoceleste perde una figura che non si è mai limitata a guardare una partita, ma che ha fatto della propria fede calcistica un veicolo per solidarietà, vicinanza e speranza, tanto da diventare punto di riferimento anche per chi, con il calcio, aveva poco a che fare.
Sui social, nei gruppi storici del tifo, tra gli ex allenatori e i protagonisti del recente passato, si moltiplicano i messaggi di cordoglio. Il vuoto che lascia è enorme, perché non si tratta solo di un’icona tra i tifosi, ma di qualcuno che ha rappresentato i valori profondi di un club che ama definirsi “diverso dagli altri”. E chi ha seguito il calcio in tv non può dimenticarla: è stata anche un volto noto di Quelli che il calcio, simbolo di una fede mai nascosta e sempre vissuta con il cuore.
Lazio in lutto, addio a Suor Paola
È morta a 77 anni Suor Paola D’Auria, tifosissima della Lazio e figura amatissima dal popolo biancoceleste. Religiosa appartenente alla congregazione delle Suore Scolastiche Francescane di Cristo Re, era diventata negli anni un simbolo non solo del tifo laziale, ma anche di un impegno sociale instancabile, portato avanti con determinazione tra mense, carceri e case famiglia. Da mesi lottava contro una malattia incurabile, ma fino all’ultimo ha mantenuto il suo spirito combattivo. Nata a Roccella Jonica e trasferitasi a Roma da giovanissima, aveva scelto la fede il 25 gennaio, giorno della conversione di San Paolo.

A raccontare il suo legame con la Lazio era stata lei stessa, in un’intervista a Famiglia Cristiana: “Quando bussai alle porte di Roma e Lazio per chiedere aiuto ai ragazzi che allenavo, la Roma mi chiuse la porta. La Lazio mi accolse e mi diede anche il campo per allenarli. Da quel giorno è stata la mia squadra”. Negli anni è stata anche allenatrice di calcio per i bambini, sempre in prima linea nelle periferie romane, e ha curato un’attività intensa di volontariato nel carcere di Regina Coeli. Il grande pubblico l’ha conosciuta grazie alla trasmissione Quelli che il calcio, dove rappresentava la Lazio con il suo sorriso, la sua ironia e quella passione pura che non è mai venuta meno. Oggi tutto il mondo biancoceleste la piange.