Eremenko bacia il trofeo europeo vinto nel 1999 contro la Spagna (foto marca.com)
Un mostro sacro come Ricardinho lo ha appena superato, ma Konstantin Eremenko ha scritto pagine indelebili nel futsal mondiale. E’ stato fino a martedì il miglior marcatore di tutti i tempi nelle fasi finali di un Europeo e per i più giovani rimangono solo i video a consacrarne la maestosità. Un mito che non muore mai, tanto da dover scomodare campioni a livello internazionale del calcio che hanno deliziato la platea nel suo ricordo. Così ha fatto, per esempio, Francesco Totti, protagonista in questi giorni nella Legends Cup, intitolata proprio alla memoria del campione russo, con un cucchiaio che ha fatto il giro del mondo.
Nato in territorio ucraino ma russo a tutti gli effetti, Eremenko, ha iniziato la sua carriera in questa disciplina dopo una breve parentesi nel calcio a undici con la maglia del Dnipro. Giocatore dalla tecnica sopraffina, nonostante i quasi due metri di altezza, Eremenko si presenta agli addetti ai lavori con prestazioni da incorniciare in campo internazionale. Capitano della Dina Mosca, è diventato presto il pilastro della nazionale con la quale è stato capace di raggiungere traguardi che hanno riscritto la storia della Russia. Nel mondiale del 1996 si classificò al terzo posto, mentre tre anni dopo divenne Campione d’Europa in quel di Granada, superando la Spagna in finale.
In patria conquistò otto volte il titolo nazionale e con la Dina Mosca alzo al cielo per tre volte la Uefa Futsal Cup (la corrispondente Champions League nel calcio), e la Coppa Intercontinentale nel 1997. Nel 2010 un infarto se lo portò via definitivamente, per consacrarne il mito immortale nel calcio a cinque del ventesimo secolo.
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