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L’ASD Don Bosco Agnelli ospita gli Insuperabili: lo sport è di chi lo ama

L’oratorio Agnelli domenica 24 febbraio ha ospitato gli Insuperabili in due amichevoli davvero speciali

Domenica è il giorno della settimana che si dedica al riposo e alle persone che amiamo. Capita però che a fine febbraio sia già ora di un caldo sole che scalda corpo e anima.
Non è una domenica qualsiasi all’oratorio Don Bosco Agnelli di Torino. L’associazione sportiva omonima nata nel 2006 ospita gli amici Insuperabili, per quella che sarà una festa oltre che una manifestazione sportiva. Ma andiamo con ordine. L’ASD Agnelli nasce nel cortile di un oratorio, sul cemento e conquista pian piano il sintetico, grazie agli sforzi parrocchiali guidati da Don Gianmarco prima presidente e oggi vice. L’idea di sport qui è molto chiara: prima di pensare a coppe e medaglie bisogna imparare a divertirsi e apprezzare le sconfitte come le vittorie, senza mai prevaricare l’altro. “Il calcio è stato un modo per riportare i ragazzi in oratorio, spiega il presidente Antonio Liporace. “Siamo riusciti a creare tante categorie dai più piccolini dei primi calci agli allievi e under 20. Proprio nelle categorie maggiori si formano gli “alleducatori” di domani, così li chiamano qui. Non semplici mister che spiegano come stare in campo, ma vere e proprie guide per vivere il calcio nella maniera più sana possibile”. Da due anni, però, la scommessa dell’Agnelli sono le ragazze della squadra femminile, perché il calcio deve essere di tutti.

Proprio questa la filosofia che ha guidato l’organizzazione della giornata di domenica, promossa da Francesco Zanghi, che vede ospiti due squadre degli Insuperabili. Francesco è uno dei capisaldi dell’ASD Don Bosco Agnelli con un’esperienza alle spalle di diversi anni dedicati alla nazionale di basket in carrozzina, un giorno ha incontrato gli Insuperabili. Gli Insuperabili sono un’associazione sportiva dedicata interamente a persone con disabilità di vario tipo. In particolare domenica scorsa gli under 10 e gli under 13 dell’Agnelli hanno affrontato in amichevole rispettivamente i ragazzi Insuperabili con disabilità intellettiva e quelli con disabilità motoria, per un totale di due ore di calcio e sudore. Il primo match è una lotta all’ultimo pallone. Gli Insuperabili sprizzano letteralmente entusiasmo, di certo i piccoli agnelli non ci stanno a perdere e tentano a fatica la rimonta. Ma la prestanza fisica degli Insuperabili non lascia spiragli ai piccolini che si battono però con onore! La seconda gara vede invece gli under 13 impegnati in una sfida ancora più grande. La partita, infatti, segue alcune regole ben precise, e si sa che la disciplina a quell’età non è proprio un cavallo di battaglia, ma dopo qualche indicazione e dritta gli agnellini riescono a giocare con tre tocchi stop e scarico. Così che la gara si faccia avvincente da una parte e dall’altra. In panchina il numero 10 Insuperabile, detto er romanaccio, scalpita per entrare. Ha le gambe sottili, “du’ stuzzichini” dice lui, ma pacchi di adrenalina e voglia di scendere in campo, tanto che appena entra serve l’assist perfetto al futuro Ronaldo Insuperabile che gioca con l’aiuto delle stampelle e solo a vederlo potreste capire quanto è più veloce di quel che potreste credere. Rapido insacca il pallone e lancia in aria le stampelle. Questi ragazzi sono tutti diversi, ognuno porta se stesso in gruppo come un pezzo di puzzle fondamentale, come accade in tutte le squadre, a qualsiasi livello. C’è chi è più timido e pensa solo a seguire il pallone, chi invece sfrutta lo sport per concedersi una giornata in compagnia. Insomma il calcio ha sempre il magico potere di trasformarsi a uso e consumo di chi lo pratica e di rimanere sempre lo stesso: un gioco, un rito, uno spazio fuori dal tempo e dalle preoccupazioni.

Al calar del sole fa subito freddo, ma la fame è più forte dei brividi. Finalmente è ora del buffet, anche noi di Tiroliberoweb mettiamo via camera e taccuini e intorno ai tavoli allestiti parte la gara più sentita: la caccia all’ultima pizzetta… tra un bicchiere di pepsi e uno di vino è presto ora di salutarsi augurandoci che queste giornate straordinarie diventino una sana abitudine.

Grazia Tomassetti

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Grazia Tomassetti

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