Ramiro Lopez Diaz (Foto: META Catania Bricocity)
Quando tocchi il cielo con un dito, non ti accontenti più perchè vuoi toccarlo con tutta la mano. Le calde notti estive di Pesaro resteranno sempre negli occhi e nei cuori di tutto il popolo rossazzurro. È da lì che la Meta Catania deve e vuole ripartire. Ma lo farà con un nuovo corso, quasi totalmente rivoluzionato. A Salvo Samperi, tecnico che ha portato gli etnei dalla serie B alla finale scudetto in sei anni, succede Ramiro Diaz, ex tecnico, tra le altre, di Luparense, Marca, Rieti, Orte e Pesaro. Una successione pesante quella che eredita il tecnico di Vigo, che però in estate, assieme al patron Musumeci, ha costruito una squadra a sua immagine e somiglianza, votata all’attacco e allo spettacolo.
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Di certo non avrà problemi con la lingua, perché sull’isola, oltre al suo secondo Nacho Garrido, sono arrivati i connazionali Campoy, Galan Carsi e Matamoros, oltre agli argentini Taliercio e Vaporaky. Tra i pali, partito Mambella direzione Viterbo, il giovane Dovara dovrà vedersela con Tornatore, rientrato alla casa madre dopo l’esperienza con la Futura Reggio. I dubbi maggiori riguardano il reparto arretrato: oltre al giovane Silvestri, l’unico vero difensore in rosa è l’ex Aniene Taliercio. Probabile che per larghi tratti vengano sacrificati Messina e Galan Carsi, un autentico cecchino sulle palle inattive. Da vedere inoltre chi, assieme al talento mancino di Jordy Campoy, occuperà la mattonella di destra, dato che sull’out opposto Ramiro Diaz avrà solo l’imbarazzo della scelta tra il capitano e leader Musumeci, rimasto sull’isola nonostante le tante voci di mercato estive, il genio sudamericano Vaporaky e la scommessa slovena Tusar.
Davanti il carico pesante, con il confermatissimo Italo Rossetti che, rispetto alla passata stagione, potrà tirare più volte il fiato, grazie agli arrivi di Matamoros (16 gol per lui nell’ultima stagione al Burela) e del portoghese Tiago Cruz, autentico jolly a disposizione dei rossazzurri, che nell’ultima stagione al Belenenses ha messo a segno ben 18 reti. Insomma, i presupposti per un Catania divertente ci sono tutti, c’è da ricercare il giusto equilibrio tra le due fasi.
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