Daniel Morrone guiderà l'Olympic nel prossimo campionato (foto PinoZannMegaZpm)
Una delle più gradite sorprese del 2017 è stata indubbiamente la versione rosa del Real Canavese, costruita con pazienza e sapienza da Daniel Morrone. Accantonato, ma solo per il momento, il suo percorso da giocatore, il giovane tecnico è ora completamente concentrato sulla sua prima esperienza da capo allenatore nel mondo al femminile, dopo le precedenti esperienze vissute con formazioni giovanili: «Mi trovo benissimo con queste ragazze, l’approccio con loro è certamente particolare perché necessitano una gestione molto diversa da quella che si ha con i maschi, ai quali è forse più semplice dare motivazioni. Il mio obiettivo primario è farle crescere dopo il loro scorso primo anno di apprendistato: spero che ogni ragazza a fine stagione possa aver imparato a livello tecnico e tattico, ma anche e soprattutto a livello di formazione umana e personale».
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Una stagione che vede il Real Canavese combattere a sorpresa, ma con pieno titolo, per le zone playoff del campionato regionale di Serie C: attualmente al secondo posto, ancora imbattuto e con un’ultima giornata d’andata sulla carta favorevole da disputare. «Lo reputo un campionato di buon livello complessivo, Fucsia e Duomo, ma anche Sportiamo e Juve, hanno progetti consolidati ormai da anni e hanno contribuito non poco alla crescita. E poi la presenza di Top Five e I Bassotti in A2 indubbiamente fornisce prospettive diverse a tutte le società: insomma, il movimento femminile mi sembra in netto rialzo al contrario di quanto succede invece sul fronte maschile. La nostra classifica? Non ci esaltiamo, sono orgoglioso di quanto fatto finora, ma è solamente frutto del grande lavoro e della totale applicazione e disponibilità delle ragazze».
Risultati ampiamente al di sopra delle aspettative che, però, non illudono Morrone, le cui idee sono ben chiare per l’immediato futuro: «Mi piace avere una squadra organizzata in tutte le situazioni di gioco, che sia abile a cambiare pelle a seconda delle condizioni e delle avversarie. Sin qui ci siamo concentrati parecchio sull’applicazione della fase difensiva, d’ora in poi vorrei migliorare la fase di possesso, rendendo il giropalla più preciso e veloce. Il risultato è sempre l’ultima cosa che valuto però, prima viene la prestazione: che vuol dire sacrificarsi, avere concentrazione, aiutare le compagne. Ripetere il girone d’andata sarà molto difficile, ora abbiamo più consapevolezza e dovremo essere bravi a mettere qualcosa in più visto che le avversarie ci affronteranno con occhio e spirito diverso. Non possiamo permetterci di prendere sotto gamba nessuno, a cominciare dal Chieri: ripartiremo con umiltà e mi piace molto la mentalità che le ragazze stanno acquisendo. D’altronde lo ripeto sempre anche a loro: il successo arriva prima di sudare solo sul dizionario».
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