Editoriale

Nazionale italiana in crisi? Ecco che cosa offre la serie A

Dopo l’eliminazione precoce a Futsal Euro 2022 della Nazionale italiana, analizziamo il panorama del movimento della massima serie nazionale

Se una Nazionale italiana è l’espressione del movimento di un paese allora questa eliminazione precoce a Futsal Euro 2022 ha radici anche ben più profonde. Sono 53 gli oriundi che giocano nella nostra massima serie A, con una età media molto elevata. Da più parti, come spesso è accaduto, si sono avanzate delle ipotesi sul futuro della Nazionale italiana e su tutto il movimento futsal del nostro paese. Difficile se non impossibile fare in modo che i due fattori possano viaggiare parallelamente, perché alla prima fa capo la FIGC, mentre il secondo è di competenza della Divisione Calcio a 5. Forse basterebbe soltanto sedersi attorno ad un tavolo e capire cosa meglio poter fare per riportare il tricolore a essere protagonista in Europa e nel mondo.

Ci vorrebbe il coraggio di prendere decisioni importanti, evolversi in maniera parallela al cambiamento. Ce lo impone, ormai da qualche anno, il comunicato n.1 della Divisione Calcio a 5, quando, nella pagina riguardante i limiti di partecipazione dei calciatori per la serie A, si legge testualmente ‘‘impiegare un numero di calciatori formati, almeno pari al 50% dei calciatori inseriti nella distinta’’. Non c’è ormai più, quindi, l’obbligo di schierare giocatori italiani di nascita oppure oriundi, il che ha portato nel corso degli anni ad avere un serbatoio sempre più ridotto per la Nazionale.

I dati sono impietosi. Nella stagione 2013/2014, quella che ci portò a vincere l’Europeo ad Anversa, in una serie A a 10 squadre furono tesserati 62 oriundi, quindi una media di 6,2 oriundi per squadra. Nel campionato corrente, gli oriundi sono invece 53, nove in meno rispetto a 8 anni fa, con addirittura 16 squadre al via. Una media di 3,3 per squadra, con circa 33 anni di media. Dati sui quali riflettere con estrema attenzione per il presente, ma soprattutto per il futuro. Forse è arrivato il momento di assumere decisioni forti per il movimento. Sempre che sia davvero questo l’interesse di tutti.

Walter Citro

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