Tra i 20 convocati di Bellarte ci sono anche quattro azzurrini che militano in compagini piemontesi (la Valle d’Aosta rientra d’ufficio sotto lo stesso Comitato Regionale): Yamoul Fahd e Simone De Felice dell’L84, Dennis Berthod dell’Aosta 511 e Leonardo Scavino dell’Orange Futsal
Li abbiamo intervistati tutti e quattro, uno al giorno, arrivando oggi all’ultimo (di certo non per importanza): Leonardo Scavino dell’Orange Futsal Asti. Mercoledì è toccato a Yamoul Fahd (L84), mentre giovedì abbiamo proposto le parole di Dennis Berthod (Aosta 511). Ieri è stato il turno di Simone De Felice (L84). Oggi tocca al capitano degli azzurrini.
Leonardo, anche a te come agli, chiediamo il ricordo della prima esperienza azzurra.
Era il 2016 e proprio mente sto parlando vedo davanti a me la foto di quella prima convocazione. E’ un ricordo bellissimo, una grande emozione: non me l’aspettavo. Ricordo anche di come tutta l’organizzazione sia stata impeccabile: ci hanno accolto e gestito benissimo, non facendoci mancare nulla. E poi è bello anche rimanerci in Nazionale.
Con mister Bellarte che rapporto avete?
Bellissimo. Purtroppo lavoriamo poco assieme, perché con la Nazionale è così, ma ci fa sentire a nostro agio senza alcuno sforzo. Ci tratta come professionisti in campo, mentre fuori è come un amico: non ti fa pesare il ruolo e ha una mentalità molto aperta.
Parliamo della fase finale dell’Europeo e dei vostri obiettivi?
Obiettivi ne abbiamo anche quando giochiamo un’amichevole, figuriamoci in una fase finale dell’Europeo. Innanzitutto volevamo qualificarci e ora che questo primo step è stato compiuto, dobbiamo pensare a vincere. Se poi non ce la faremo, cercheremo di arrivare il più in alto possibile.
Quanto è stata importante la tua società nel raggiungimento di questo tuo primo traguardo azzurro?
All’Orange Futsal non posso che essere infinitamente grato. Non sapevo niente di calcio a 5 quando sono arrivato qui: facevo motocross! Da Davi Alves a Edu Dias e ora Patané ho imparato tantissime cose, in campo come fuori. Questo perché è importante anche il modo di comportarsi e di comportarsi da capitano, con gli avversari e con gli arbitri. Senza di loro oggi non sarei nessuno e a loro sono come alla società sono infinitamente grato.
Ultima domanda: a quale giocatore di futsal si ispira o si è ispirato Leonardo Scavino?
Per me Torras è stato “il Capitano”: più di lui nessun altro. Non me ne voglia Ramon, ma ho anche le sue maglie: ho avuto il piacere di conoscerlo ed anche fuori dal campo è una persona incredibile. Parliamo di un giocatore che disputato 400 gare con la Spagna. Per me è unico.
La sfida tra il Napoli e i nerazzurri non è solo sul campo. Operazione in…
Il giocatore lascerà il Milan al termine di questa stagione, la società rossonera ha già…
Il Gran Premio delle Americhe ha regalato un’altra pagina intensa e imprevedibile del Motomondiale 2025,…
Ciro Immobile dopo tanti anni alla Lazio sta vivendo la sua terza avventura all'estero. A…
Per la panchina rossonera prende sempre più quota il nome dell'attuale tecnico del Marsiglia. Spunta…
La Juventus è pronta a chiudere un colpo di grande spessore direttamente dal Real Madrid:…