
Ritiro dal tennis: Djokovic, annuncio UFFICIALE - Futsalnews24.com (screen Youtube)
Nel tennis, come nella vita, anche i più grandi devono fare i conti con lo scorrere del tempo.
Novak Djokovic, a 37 anni, continua a calcare i campi del circuito ATP con l’eleganza e la determinazione che lo hanno reso una leggenda, ma i segnali di una fase diversa della carriera iniziano a farsi sempre più evidenti. La stagione 2025 lo sta mettendo di fronte a ostacoli inediti, non tanto tecnici quanto fisici e di continuità. L’inizio d’anno ha mostrato un Djokovic ancora competitivo, capace di accedere alla semifinale degli Australian Open, ma costretto al ritiro per un problema muscolare contro Alexander Zverev. Un campanello d’allarme non trascurabile per un atleta che ha sempre fatto della tenuta atletica uno dei suoi punti di forza. Anche nei tornei successivi, come Indian Wells, l’eliminazione precoce ha lasciato perplessi.
E se al Miami Open è riuscito ad arrivare fino in fondo, la finale ha visto prevalere il nuovo che avanza, con Djokovic costretto a cedere dopo due tie-break. Non è più il dominatore assoluto di un tempo, e questo – forse – pesa più del risultato stesso. I movimenti sono meno esplosivi, la gestione dei match più riflessiva. Il suo tennis, ancora straordinario per precisione e lucidità, sembra portare addosso il peso di mille battaglie. Djokovic non ha bisogno di dimostrare più nulla. Il suo nome è già nella leggenda. Ma il 2025, più che una nuova rincorsa ai titoli, somiglia sempre più a un giro d’onore. Un tributo, forse, prima del congedo.
Mensik a un passo dal ritiro, poi la magia
A 19 anni, Jakub Mensik si è preso la scena mondiale conquistando a sorpresa il Miami Open 2025, battendo in finale un’icona come Novak Djokovic con un doppio 7-6. Un successo che ha proiettato il giovane ceco tra i primi 25 del ranking ATP e ha confermato il suo talento già intravisto nei tornei junior e nei primi passi nel circuito maggiore. Ma ciò che rende la sua vittoria ancora più straordinaria è il contesto in cui è maturata.

Per colpa di un dolore al ginocchio stavo per mollare, avevo già in mano il foglio per il ritiro dal torneo. Per fortuna l’arbitro stava pranzando – ha raccontato il giovane al termine della finale dei Miami Open. Un ritardo fortuito che gli ha permesso di ricevere un trattamento decisivo dal fisioterapista e di trovare il coraggio per scendere in campo. Da lì in poi, ogni partita è diventata una conferma: solidità mentale, colpi potenti e una tenuta fisica inaspettata per la sua età. Il trionfo a Miami non è solo il primo grande trofeo della sua carriera, ma anche il simbolo di quanto sia sottile il confine tra resa e gloria. Jakub Mensik, da promessa a realtà, ha già fatto capire che nel tennis che verrà, il suo nome sarà tutt’altro che una meteora.