
Sinner, confessione terribile: "Mesi di stordimento" (Screen Youtube) - Sportitalia.it
Si avvicina il ritorno in campo di Sinner, intanto spunta fuori la rivelazione che agita i tifosi: sono stati mesi di stordimento
Riecco Sinner, riecco il numero 1 al mondo. Appena una settimana e Jannik potrà tornare ad allenarsi ufficialmente, un altro mese e lo rivedremo in campo a Roma, davanti al suo pubblico.
Ha dato appuntamento nella Capitale Sinner, tornando a parlare con un’intervista a Sky. Un’intervista in cui ha raccontato i suoi tre mesi senza tennis, le sue emozioni e la sua voglia di tornare. Lo farà , come detto, agli Internazionali d’Italia, per poi concentrarsi sul Roland Garros. Avrà mesi intensi l’altoatesino dopo la sospensione, mesi che porteranno poi a fine anno all’addio a Darren Cahill.
Il coach australiano non allenerà più il campione di San Candido e lascerà tutto nelle mani di Simone Vagnozzi, in attesa che Sinner decide il nome del nuovo coach. Proprio Vagnozzi fu chiamato da Sinner al termine della collaborazione con Piatti e proprio il primo tecnico ha parlato al ‘Corriere della Sera’, raccontando diversi retroscena.
Sinner, la rivelazione di Piatti: “Stordito dopo l’addio”
Riccardo Piatti ha raccontato cosa è accaduto quando si è interrotta la collaborazione con Sinner, una svolta che ha cambiato la sua carriera: “Cinquantadue settimane in trasferta ogni anno, la famiglia che ruota intorno alle esigenze del giocatore: Gasquet, Ljubicic, Raonic, Djokovic, Sinner. Quando ho finito con Jannik ammetto di aver avuto qualche mese di stordimento“.

Un attimo di difficoltà , poi la voglia di tornare ad insegnare tennis, come stanno facendo attualmente. Ma è Sinner protagonista ancora delle sue dichiarazioni e Piatti non ha dubbi su come sarà il ritorno: “Andrà subito forte, sono convinto che quest’anno possa fare il Grande Slam. La sospensione gli ha allungato la vita, arriverà fine stagione fresco. Durante la pandemia, molti si prendevano delle pause, Sinner neanche un giorno: sa dove vuole andare“.
Piatti descrive il carattere di Jannik, lo definisce di “un’arroganza agonistica rasente alla cattiveria” e spiega che il 23enne ha sempre saputo chi è, come i Big Three, mentre “Alcaraz lo sa a giorni alterni“. Questa la differenza con lo spagnolo, questo ciò che rende grande Sinner. Una grandezza ‘scoppiata’ quando si era già consumato l’addio con Piatti che però non ha alcun rimorso: “Rifarei tutto. Ho preso Sinner a 13 anni e se n’è andato a 20. Dovevo dare regole, dire dei no. I suoi mancati ringraziamenti pubblici? So com’è fatto – aggiunge il coach –, non la considero una mancata riconoscenza. Sinner fa il suo lavoro, non deve ringraziare nessuno“.